Perdere Peso stimolando il Sistema Melanocortinico
Il recettore MC4R (Melanocortin-4 Receptor)sopprime l’appetito e aumenta il dispendio energetico, quindi stimolarlo naturalmente può aiutare a gestire il peso corporeo e il metabolismo. Anche se non puoi attivare direttamente l’MC4R come farebbe un farmaco, puoi influenzare le vie che lo stimolano. Ecco alcune strategie naturali per aumentare per perdere peso stimolando il sistema melanocortinico in modo naturale:
Indice
🔹Aumenta la Produzione di Pro-opiomelanocortina (POMC)🔹
L’MC4R viene attivato dall’ α-MSH (α-Melanocyte-Stimulating Hormone), derivato dalla POMC. Supportare la produzione di POMC può aiutare ad attivare indirettamente l’MC4R.
Consuma Pasti Ricchi di Proteine: L’apporto proteico aumenta l’espressione di POMC nell’ipotalamo, aiutando a ridurre l’appetito. Personalmente io consiglio di utilizzare il più possibile proteine di provenienza alimentare. Rimango convinta che il corpo interagisce con quello che è stato programmato a riconoscere, perciò affinché è possibile scegli proteine alimentare come prima scelta. Il problema rimanere che quando siamo fuori casa trovare proteine di alta qualità e poveri in grassi saturi a buon prezzo non è sempre fattibile. In questo caso integrare le proteine, con barrette o proteine in polvere in forma di frullati o aggiunti allo yogurt potrebbe essere un ottima soluzione.
Fai Esercizio Regolarmente: L’attività fisica stimola la POMC e favorisce l’attivazione dell’MC4R. Quando si parla di esercizio regolare non saltare alla conclusione che dovrebbe essere un ora in palestra! L’OMS, l’organizzazione mondiale della salute, raccomanda 30 minuti di movimento moderato al giorno, anche non tutto insieme! Ecco perché si parla dei 10000 passi e fare le scale. Sento spesso, troppo spesso, che le persone usano la scusa del poco tempo per non muoversi. Non è una questione di tempo, ma di furbizia. Per aggiungere più “esercizio” alla tua giornata basta prendere più mezzi anziché la macchina, girare in bici, fare le scale e parcheggiare lontano dei luoghi dove sei diretto!
Evita Diete Ricche di Grassi: Un eccesso di grassi, anche sani, nella dieta può ridurre l’espressione di POMC e compromettere il segnale dell’MC4R. Il mio primo consiglio è di scegliere sempre i grassi monoinsaturi prima dei polinsaturati o saturati, ma anche i grassi “buoni” se presi in esaggerazione possono farci prendere peso. Non dimenticare che un grammo di grasso è oltre due volte più calorico di un proteine! 9 kcal a grammo in confronto a 4 kcal.
🔹 Gestisci la Sensibilità a Insulina e Leptina🔹
La leptina stimola i neuroni POMC, che rilasciano α-MSH per attivare l’MC4R. Migliorare la sensibilità alla leptina può sostenere questo processo. La leptina è un è un ormone prodotto dal tessuto adiposo che regola la fame e il dispendio energetico. Essere sensibili alla leptina significa che il corpo risponde correttamente ai segnali di sazietà e regola meglio l’appetito. Mentre l’insulina è l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue, e la sensibilità all’insulina indica la capacità delle cellule di rispondere efficacemente a questo ormone, riducendo il rischio di diabete. Spesso nei casi di sovrappeso il cervello diventa resistente ai messaggeri della insulina e leptina alterando i meccanismi endogeni della regolazione del appetito e metabolismo.
Mangia Alimenti Ricchi di Fibre: Aiutano a regolare la sensibilità a insulina e leptina.
Mantieni un Sonno Regolare: Un cattivo sonno compromette la segnalazione di leptina e insulina.
Includi Omega-3:Presenti in pesce, semi di chia e noci, supportano la sensibilità alla leptina.
🔹 Aumenta i Livelli di Serotonina🔹
La serotonina promuove l’attività di POMC, aumentando l’attivazione di MC4R. La serotonina è un neurotrasmettitore, cioè una sostanza chimica che facilita la comunicazione tra le cellule nervose nel cervello e in altre aree del corpo. È prodotta principalmente nel cervello, ma anche nell’intestino e nelle piastrine del sangue. La serotonina è coinvolta in una serie di funzioni biologiche e psicologiche, tra cui:
- Regolazione dell’umore: La serotonina è spesso chiamata “l’ormone della felicità” perché gioca un ruolo fondamentale nel mantenere un umore positivo. Livelli adeguati di serotonina sono associati a sensazioni di benessere, serenità e soddisfazione.
- Controllo dell’appetito: La serotonina regola anche l’appetito e la sazietà. Aumentando i livelli di serotonina, il corpo può sentirsi più sazio e ridurre l’assunzione di cibo.
- Sonno: La serotonina è coinvolta nel ciclo sonno-veglia, poiché viene convertita in melatonina, un ormone che regola il sonno.
- Funzione intestinale: La serotonina è presente in grande quantità nell’intestino, dove aiuta a regolare i movimenti intestinali e la digestione.
- Funzione cognitiva e memoria: La serotonina influenza anche la memoria, l’apprendimento e altre funzioni cognitive nel cervello.
Poiché la serotonina ha un ruolo così importante, uno squilibrio nei suoi livelli può essere collegato a diversi disturbi, come la depressione, l’ansia, i disturbi del sonno e altri problemi psico-fisici.
I farmaci antidepressivi, come gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), agiscono aumentando la disponibilità di serotonina nel cervello per migliorare l’umore e trattare condizioni come la depressione.
Consuma Alimenti Ricchi di Triptofano: Tacchino, uova e noci sono ottime fonti, poiché il triptofano è un precursore della serotonina. Anche la griffonia e che si trova nel Stress Block aiuta come percursore alla produzione del triptofano con tutti i benefici che ne derivano.
Esporsi alla Luce Solare: Favorisce la sintesi della serotonina. Un altro integratore che agisce a stimolare gli stessi benefici di una bella giornata del sole è la Garcinia Cambogia.
Esercizio Regolare: Incrementa la serotonina e l’attività dei neuroni POMC.
L’esercizio fisico regolare aumenta i livelli di serotonina nel cervello grazie a diversi meccanismi biologici:
- Aumento della produzione di serotonina: L’attività fisica stimola la produzione di tryptophan, un aminoacido essenziale che è il precursore della serotonina. Più tryptophan è disponibile nel cervello, maggiore sarà la produzione di serotonina.
- Maggiore afflusso di sangue al cervello: L’esercizio aumenta il flusso sanguigno, il che significa che più ossigeno e nutrienti arrivano al cervello. Questo aiuta a migliorare l’efficienza della produzione di neurotrasmettitori, tra cui la serotonina.
- Stimolazione dei recettori della serotonina: L’esercizio fisico può aumentare la sensibilità dei recettori della serotonina nel cervello, migliorando la risposta del cervello a questa sostanza chimica. Questo può contribuire a una maggiore sensazione di benessere e a una regolazione dell’umore.
- Diminuzione dei livelli di stress: L’attività fisica riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che può inibire la produzione di serotonina. Inoltre, l’esercizio stimola la produzione di endorfine, che sono neurotrasmettitori che promuovono sensazioni di felicità e rilassamento, migliorando ulteriormente l’umore.
- Riduzione dell’infiammazione: L’esercizio regolare ha anche effetti anti-infiammatori, che possono contribuire a un miglior funzionamento del cervello e a una produzione più equilibrata di serotonina.
🔹 Aggiungi Spezie con Capsaicina 🔹
La capsaicina (presente nel peperoncino) può stimolare i neuroni POMC e incrementare indirettamente l’attività dell’MC4R.
La capsaicina, il composto chimico che dà il caratteristico sapore piccante ai peperoncini, agisce sul metabolismo attraverso vari meccanismi fisiologici. Ecco perché e come può influenzare il metabolismo:
- Aumento della termogenesi: La capsaicina stimola il processo di termogenesi, che è la produzione di calore nel corpo. Questo processo aumenta il consumo energetico e il dispendio calorico. La capsaicina attiva i recettori nei nervi, in particolare i recettori TRPV1 (canali ionici responsabili della percezione del calore), che a loro volta stimolano il metabolismo a “bruciare” più calorie per produrre calore.
- Incremento della lipolisi: La capsaicina può favorire la lipolisi, ovvero la degradazione dei grassi. Aiuta a liberare acidi grassi dalle riserve di grasso, che possono essere utilizzati come energia dal corpo. Ciò può contribuire alla riduzione del grasso corporeo, se combinato con una dieta equilibrata e un’attività fisica adeguata.
- Miglioramento della sensibilità insulinica: Alcuni studi suggeriscono che la capsaicina possa migliorare la sensibilità all’insulina, che è importante per il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e il metabolismo dei carboidrati. Una maggiore sensibilità all’insulina può contribuire a un metabolismo più efficiente.
- Stimolazione della produzione di noradrenalina: La capsaicina stimola la produzione di noradrenalina, un neurotrasmettitore che attiva il sistema nervoso simpatico. Questo può aumentare l’attività del metabolismo, accelerando la combustione dei grassi e il dispendio energetico.
- Effetto sull’appetito: La capsaicina ha anche un effetto sull’appetito. In alcuni studi, è stato osservato che il consumo di capsaicina può ridurre temporaneamente l’appetito, portando a una minore assunzione calorica, il che può favorire la perdita di peso e un metabolismo più efficiente.
La capsaicina agisce sul metabolismo principalmente attraverso l’aumento della termogenesi, la stimolazione della lipolisi, l’incremento della produzione di noradrenalina e la migliorata sensibilità all’insulina. Questi effetti combinati possono accelerare il metabolismo e contribuire a una gestione del peso più efficace.
Consuma Cibi Piccanti: Includi peperoncini, peperoncino di Cayenna o salsa piccante nei pasti per sfruttare gli effetti della capsaicina.
🔹 Regola la Grelina (Ormone della Fame)🔹
La grelina antagonizza i neuroni POMC, riducendo l’attività dell’MC4R. Tenere sotto controllo la grelina può essere utile. La grelina è un ormone prodotto principalmente dallo stomaco (ma anche da altre parti del corpo, come l’intestino e il pancreas) che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’appetito e nell’equilibrio energetico del corpo. È spesso definita “l’ormone della fame” perché stimola la sensazione di appetito.
Ecco alcune funzioni principali della grelina:
- Stimola l’appetito: La grelina è rilasciata quando lo stomaco è vuoto e invia segnali al cervello, in particolare all’ipotalamo, per aumentare la sensazione di fame. Aumentando i livelli di grelina, il corpo percepisce il bisogno di mangiare e cerca cibo.
- Regola il bilancio energetico: La grelina aiuta a bilanciare l’assunzione e l’uso di energia nel corpo. Quando i livelli di grelina sono alti, il corpo è più incline a cercare cibo e a conservare energia (soprattutto sotto forma di grasso). Quando i livelli di grelina sono bassi (ad esempio dopo aver mangiato), il corpo segnala che è sazio e può ridurre l’assunzione di cibo.
- Influenza il metabolismo: Oltre a stimolare l’appetito, la grelina può avere effetti sul metabolismo, contribuendo a regolare la velocità con cui il corpo brucia energia.
- Ruolo nella crescita: La grelina stimola anche la produzione di ormone della crescita (GH) dalla ghiandola pituitaria, che è importante per la crescita e la riparazione dei tessuti.
La grelina è essenziale per la regolazione dell’appetito, del metabolismo e del bilancio energetico, e gioca un ruolo fondamentale nel determinare quando ci sentiamo affamati e pronti a mangiare. I livelli di grelina aumentano prima dei pasti e diminuiscono dopo aver mangiato.
Mangia Pasti Piccoli e Frequenti: Aiuta a prevenire picchi di grelina.
Mantieniti Idratato: Bere acqua può **ridurre i livelli di grelina
Dai Priorità al Sonno: Un sonno scarso aumenta la grelina e diminuisce la leptina.
🔹 Digiuno Intermittente (IF) o TRE Time Restricted Eating 🔹
Il digiuno intermittente può migliorare la sensibilità a insulina e leptina, supportando la via POMC-MC4R.
Il digiuno intermittente (o intermittent fasting) non è lo stesso del digiuno tradizionale perché non implica l’astinenza completa dal cibo per periodi lunghi o senza limiti. Invece, il digiuno intermittente è un modello alimentare che alterna periodi di mangiare e digiuno. Durante le fasi di digiuno, si smette di mangiare, ma si può continuare a bere acqua, tè, caffè senza zucchero, o altre bevande non caloriche.
Ecco perché il digiuno intermittente non è un digiuno classico:
- Fasi di alimentazione e digiuno strutturate: Nel digiuno intermittente, ci sono finestre di tempo specifiche in cui si mangia e altre in cui si digiuna. Ad esempio, in uno dei protocolli più comuni (come il 16:8), si mangia normalmente durante un arco di 8 ore e si digiuna per le restanti 16 ore. Durante le ore di digiuno, non si mangia, ma si può bere liquidi senza calorie. Questo significa che si mangia regolarmente ogni giorno, ma solo in orari prestabiliti.
- Flessibilità e approccio sostenibile: A differenza del digiuno tradizionale, che può essere estremo e portare a periodi molto lunghi senza cibo (anche giorni interi), il digiuno intermittente è più flessibile e, se fatto correttamente, può essere sostenibile nel lungo periodo. Non implica una limitazione drastica dell’apporto calorico e non causa una carenza nutrizionale se fatto con attenzione.
- Benefici metabolici: Il digiuno intermittente non riguarda semplicemente l’astinenza dal cibo, ma sfrutta gli effetti metabolici che si verificano durante il digiuno. Durante i periodi senza cibo, il corpo cambia il suo metabolismo, ad esempio aumentando la produzione di chetoni (molecole energetiche prodotte dalla rottura dei grassi) e migliorando la sensibilità all’insulina. Questo può aiutare nella gestione del peso, nel miglioramento della salute metabolica e nella prevenzione di malattie come il diabete tipo 2.
- Controllo delle calorie e riduzione del rischio di eccesso alimentare: Il digiuno intermittente può anche aiutare a ridurre l’eccesso calorico perché restringe la finestra temporale durante la quale è possibile mangiare. Questo porta a una riduzione naturale dell’assunzione calorica, ma senza il bisogno di dover “rinunciare” al cibo per giorni, come succede con il digiuno tradizionale.
- Flessibilità mentale: A differenza del digiuno totale, che può essere psicologicamente difficile a causa della privazione completa di cibo, il digiuno intermittente permette di mangiare ogni giorno, rendendolo psicologicamente meno stressante e più facile da seguire nel lungo periodo.
Il digiuno intermittente non è la stessa cosa del digiuno completo perché non implica astinenza totale dal cibo per periodi prolungati. Invece, si tratta di un modello alimentare in cui ci sono fasi regolari di digiuno alternate a fasi di alimentazione, il che lo rende più gestibile e meno restrittivo rispetto ai digiuni tradizionali.
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🔹 Tè Verde e Caffè per Perdere Peso stimolando il Sistema Melanocortinico🔹
Entrambi contengono caffeina e catechine che possono aumentare il dispendio energetico e potenzialmente influenzare il sistema melanocortinico. Il tè verde e il caffè verde sono noti per le loro proprietà che stimolano il metabolismo grazie a particolari composti bioattivi che contengono. Ecco come ciascuno di questi alimenti agisce sul metabolismo:
Tè Verde
- Catechine (specialmente EGCG): Il tè verde è ricco di catechine, composti antiossidanti che hanno dimostrato di aumentare la termogenesi, ossia la produzione di calore nel corpo. L’EGCG (epigallocatechina gallato) è la catechina principale nel tè verde che stimola il metabolismo. Essa può aumentare il dispendio energetico e la combustione dei grassi, favorendo il processo di lipolisi (la scissione dei grassi in energia).
- Effetto sinergico con la caffeina: Il tè verde contiene anche una piccola quantità di caffeina, che è un noto stimolante che aumenta il metabolismo. Sebbene la quantità di caffeina nel tè verde sia inferiore a quella nel caffè, essa può comunque contribuire ad aumentare il dispendio energetico e migliorare la performance durante l’esercizio fisico.
- Controllo dell’appetito: Alcuni studi suggeriscono che il tè verde possa ridurre temporaneamente l’appetito, contribuendo a un minore apporto calorico.
- Miglioramento della sensibilità all’insulina: Il consumo di tè verde può migliorare la sensibilità all’insulina, un aspetto importante per la gestione del metabolismo e del controllo dei livelli di zucchero nel sangue.
Caffè Verde
- Acido clorogenico: Il caffè verde è semplicemente il caffè non torrefatto, e il suo principale composto attivo è l’acido clorogenico, un potente antiossidante che ha dimostrato di rallentare l’assorbimento degli zuccheri nell’intestino. Questo può contribuire a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e ridurre i picchi di insulina, favorendo così il controllo del peso e il miglioramento del metabolismo.
- Aumento del dispendio energetico: Come il tè verde, il caffè verde contiene anche caffeina, che stimola il sistema nervoso centrale e aumenta il dispendio calorico. La caffeina nel caffè verde può stimolare la termogenesi, aumentando la combustione dei grassi, specialmente durante l’attività fisica.
- Effetto antiossidante: L’acido clorogenico ha anche proprietà antiossidanti che possono ridurre l’infiammazione e migliorare la salute metabolica, contribuendo a una gestione del peso più efficiente e supportando il funzionamento complessivo del metabolismo.
Insieme: Effetti sinergici
Sia il tè verde che il caffè verde agiscono sul metabolismo tramite meccanismi simili, come l’aumento della termogenesi, la stimolazione della lipolisi, e il miglioramento della sensibilità all’insulina. Combinando entrambi, l’effetto complessivo sul metabolismo potrebbe essere amplificato, ma è sempre importante considerare che non sono soluzioni miracolose: devono essere integrati con uno stile di vita sano, che include una dieta equilibrata e attività fisica regolare.
In sintesi, il tè verde e il caffè verde stimolano il metabolismo principalmente grazie ai loro composti antiossidanti (catechine ed acido clorogenico) e alla presenza di caffeina, che insieme aiutano a migliorare la combustione dei grassi e il controllo dell’appetito.
Bevili con Moderazione: 2–3 tazze al giorno possono aiutare nella gestione del peso.
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